Anche quest’anno adotta un piccolo Pride!

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La stagione dei Pride si è aperta due settimane fa ad Arezzo: a fine maggio 10.000 persone hanno preso parte al Toscana Pride. Il sabato successivo l’orgoglio LGBT ha sfilato a Reggio Emilia e Potenza (primo Pride della Basilicata). Ma l’Onda è soltanto all’inizio, continuerà a ingrossarsi col passare delle settimane e toccherà il suo apice, come da tradizione, a fine giugno.

Come l’anno scorso, anche questa volta vi esorto a sostenere i Pride di provincia. Per contribuire alla visibilità LGBT in quelle realtà in cui essere omosessuale, bisessuale, transgender, asessuale o intersex è spesso più difficile rispetto a una grande città.

Tra i tanti eventi dell’Onda Pride 2017 avete solo l’imbarazzo della scelta. Ben 24, infatti, le città coinvolte.

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Potete, per esempio, sfilare per le vie di Pavia e Udine sabato 10 giugno (in contemporanea con Roma), o per quelle di Varese e Brescia la settimana successiva.

Il 24 giugno, in contemporanea con il Pride di Milano, sfileranno le comunità LGBT di Catania, Napoli, Latina e Perugia. 

Toccherà poi a Bologna, Cosenza, PalermoGenova e Bari (1 luglio), mentre l’8 luglio potrete scegliere tra mare e montagna con i Pride di Sassari e Alba.

Gli ultimi Pride saranno molto vacanzieri: a Siracusa il 15 luglio, a Rimini il 29 e infine a Gallipoli il 19 agosto.

Per quel che mi riguarda, quest’anno purtroppo non sarò presente al Varese Pride (la cui prima edizione, nel maggio scorso, riscosse un buon successo), ma ho deciso di sostenerlo con una donazione.

Potete infatti sostenere il vostro piccolo Pride (ma anche più di uno, si intende!) in vari modi: partecipando al corteo, spargendo la voce, donando qualche soldino.

Forza! Anche quest’anno un piccolo Pride vi sta aspettando!

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Anche quest’anno adotta un piccolo Pride!

Adotta anche tu un piccolo Pride

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Varese, Milano, Madrid.

Questi i miei Pride del 2016. E se gli ultimi due non hanno certo bisogno di presentazioni (quello di Milano è il Pride della mia città e ve ne ho parlato più volte lo scorso anno; quello di Madrid, con quasi 2 milioni di partecipanti, è il più grande d’Europa), meno scontata è la scelta di Varese.

Credo sia fondamentale sostenere i Pride che si svolgono nelle città medio-piccole. Significa dare un segno di vicinanza e solidarietà alle comunità LGBT locali, che si trovano a vivere in realtà spesso chiuse e omofobe. Significa contribuire, almeno per un giorno, alla visibilità delle persone LGBT di quella città, sfidando gli sguardi giudicanti di chi continua a non capire. E visibilità, come sappiamo bene, è la parola chiave per la rivendicazione dei diritti civili. Non è un caso che il messaggio politico del Varese Pride sia (R)esistiamo.

Sono nata a Lecco (48.000 abitanti, una lunga e pervasiva tradizione leghista e ciellina, neanche un cinema sopravvissuto alla crisi delle sale: giusto per dare due pennellate sulla situazione politica, sociale e culturale) e so bene quanto sia difficile, per una persona LGBT, vivere la propria giovinezza in un contesto simile. Bene che ti vada, passerai quelli che dovrebbero essere gli anni della spensieratezza nel silenzio, nascondendo la tua identità e i tuoi sentimenti, spesso anche alle persone che ti sono più vicine. Nella peggiore delle ipotesi, se sceglierai di fare coming out, o se ti faranno outing, è altamente probabile che verrai preso in giro, emarginato, forse anche bullizzato. Ti sentirai un marziano, per anni penserai di essere l’unico fatto così. Fortunatamente, oggi, la situazione è meno cupa rispetto a quella che ho conosciuto io ai miei tempi (oddio, mi sento vecchia!). Da qualche anno le cose stanno cambiando, nascono luoghi di incontro e occasioni di condivisione per le persone LGBT, e l’associazione Renzo e Lucio sta facendo un ottimo lavoro per quanto riguarda la sensibilizzazione della cittadinanza. Penso e spero che sia così anche per altre realtà di provincia. Ma la strada da fare è ancora lunga. Al Nord come al Sud.

Il Pride di quest’anno è il primo per la città di Varese. Una città tradizionalmente di destra, in cui la vita per le persone LGBT non è facile. Per darvi un’idea delle tante difficoltà che gli organizzatori devono affrontare, vi sintetizzo solo l’ultima: a tre giorni dal corteo, la Questura ha modificato il percorso in modo tale che non passi dal centro. Inoltre ha modificato la piazza finale da piazza Monte Grappa a piazza Ragazzi del ’99, che è un parcheggio chiuso, a causa della presenza della sede di un partito politico (a quanto pare la Lega) in Corso Matteotti. Il mesaggio è chiaro: fatevi pure il vostro Pride, ma senza farvi vedere dalla brava gente.

Per queste ragioni ho deciso di partecipare al Pride di Varese. E vi invito tutti ad adottare (almeno) un “piccolo Pride” ogni anno. Ora e negli anni a venire.

Qui il calendario di Onda Pride 2016. Il corteo di Pavia è già passato (11 giugno), ma sono ancora molti i piccoli Pride che aspettano il vostro sostegno!

 

Adotta anche tu un piccolo Pride

Il meglio della Milano Pride Week 2015

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L’arrivo del corteo a Porta Venezia. (Foto di Alice Redaelli.)

La Pride Week di Milano si è chiusa domenica sera, lasciandoci gioiosi, carichi, estasiati, elettrici, innamorati, colorati, storditi. E pure un po’ stanchi: ché ormai, dopo i 30, le 8 ore di fila passate a ballare e cantare le devi espiare tutte l’indomani.

Ma non ci basta mai. Di Pride ne vorremmo uno al mese e la nostra splendida città, Milano, la vorremmo così tutti i fine settimana: piena di musica, di gente per le strade, di colori, sorrisi, abbracci random con gente che conosci appena di vista.

Gli eventi sono stati talmente tanti che è davvero difficile scegliere i momenti migliori di questa Pride Week. La settimana del Pride, infatti, è durata in realtà ben 9 giorni, con più di 50 eventi in programma: da sabato 20 giugno, con la festa inaugurale presso il Padiglione USA a Expo, fino a domenica 28, con il party di chiusura al Karma.

Provo a mettere giù una breve classifica dei 5 momenti che ho amato di più della Pride Week 2015. Si tratta di scelte personali del tutto opinabili: ben vengano i vostri commenti e le vostre contro-classifiche!

5. La proiezione di Cloudburst allo Spazio Oberdan. Sala strapiena, gente seduta per terra, altre decine di persone rimaste fuori dal cinema. Una bellissima serata, in cui il quartiere di Porta Venezia è stato più vivo che mai.

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Lo Spazio Oberdan sold out per la proiezione di Cloudburst. (Foto di Alice Redaelli.)

4. L’incontro con Claudio Rossi Marcelli alla Casa dei Diritti. Lo adoro perché è un tenerone e, dopo aver chiacchierato un po’ con lui e aver ricevuto una bellissima dedica, lo amo ancora di più!

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Claudio Rossi Marcelli ha presentato il suo ultimo libro, “E il cuore salta un battito”, Mondadori. (Foto di Alice Redaelli.)

3. I messaggi di sostegno da parte di grandi star come Madonna, Mika, Fedez e delle sedi italiane di Twitter e Google. Non si è trattato di messaggi generici in favore dei diritti LGBT, ma di veri e propri endorsement rivolti specificamente a Milano Pride: un gran colpo per la visibilità dell’evento e una bella iniezione di orgoglio per gli organizzatori!

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Mika e Fedez con la bandiera di Milano Pride. I messaggi di sostegno di Madonna e Twitter Italia. La delegazione di Google Italia durante il corteo (foto di Alice Redaelli.)

2. La Pride Square. Quest’anno, a causa dell’indisponibilità di piazza Oberdan, non era propriamente una square, ma quasi un intero neighbourhood: da giovedì a sabato via Lecco, via Palazzi e largo Bellintani sono diventati l’epicentro della vita arcobaleno milanese. Bancarelle di cibi e vestiti, gazebo delle associazioni, musica. Grazie alla chiusura del traffico, alcuni bar friendly come il Mono, il Red Café e il Leccomilano hanno finalmente potuto sfoderare i loro dehors. L’atmosfera era gioiosa e rilassata, l’ideale per godersi le serate di fine giugno. Sabato sera il dj set post Pride, a cura di Elle Vegas, ci ha fatto dimenticare la stanchezza dell’afosa marcia pomeridiana facendoci scatenare in pista.

L'affollatissima Pride Square. Foto di Alice Redaelli.
Metti una sera di giugno alla Pride Square. (Foto di Alice Redaelli.)
L'affollato dehors del Mono. Vorrei Milano così tutto l'anno!
L’affollato dehors del Mono. Vorrei che Milano fosse così tutto l’anno!

1. Il corteo. Partecipatissimo, colorato, emozionante, vivacissimo grazie alla presenza di 5 carri. Per la strade di Milano hanno sfilato tra le 100.000 e le 150.000 persone. Tantissimi anche i cittadini etero che hanno voluto dare il loro sostegno alla comunità LGBT. È stato senz’altro il corteo più partecipato nella storia dei Pride milanesi e forse anche il più bello a cui ho preso parte in vita mia (al pari dell’Euro Pride di Roma del 2011, persino più emozionante del Pride di Londra del 2012!). Purtroppo mi sono persa il flash-mob finale (il corteo era davvero lunghissimo ed ero rimasta un po’ indietro), ma mi sono emozionata anche solo a vedere le foto di tutti quei alzati al cielo a sostegno dei diritti LGBT.

La sconfinata folla di Milano Pride vista dal primo carro. Laggiù in fondo ci sono altri 4 carri!
Il corteo di Milano Pride in via Settembrini, immortalato da un punto di vista privilegiato: il primo carro. Laggiù in fondo non si riescono neppure a scorgere gli altri 4 carri, e davanti al primo c’è tutta la testa del corteo. Giusto per darvi un’idea della folla… (Foto di Fabio Galantucci.)
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Il flash mob finale: 150.000 sì per il matrimonio egualitario.

Ma, come dicevo, il Pride non ci basta mai. E infatti, per sfuggire alla nostalgia e all’improvviso ritorno alla routine, sono già in partenza per il Pride di Madrid! Ve lo racconterò la prossima settimana!

Il meglio della Milano Pride Week 2015

5 motivi per cui un etero dovrebbe partecipare al Pride

Non vi farò la lezioncina su quando, dove e come è nato il Pride. Mi auguro che non ne abbiate bisogno. Mi auguro anche che sappiate cosa rispondere al bigotto o al gay represso di turno che puntualmente starnazzeranno i loro stereotipi sul Pride, magari senza mai esserci andati. Una buona risposta potrebbe essere questa.

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Oggi mi rivolgo agli amici etero, perché abbiamo bisogno di voi.
Se è vero che per i neri degli Stati Uniti le cose hanno iniziato a cambiare quando i bianchi sono scesi in piazza al loro fianco, se è vero che per le donne, anche nel nostro Paese, la parità ha smesso di essere un miraggio solo quando anche gli uomini – mariti, padri, amici, fratelli – hanno iniziato a sostenere l’emancipazione femminile (un esempio fu il referendum sull’aborto del 1981), oggi noi lesbiche, gay, bisex, transessuali e intersessuali abbiamo bisogno di voi cittadini etero. Dopo manifestazioni omofobe e fasciste come quelle delle Sentinelle in piedi, dopo il Family Day di sabato scorso, all’insegna della becera propaganda cattolica antigay e antifemminista, il silenzio non è più un’opzione: anche per voi è giunto il momento di scegliere da che parte stare. Che abbiate o meno amici o parenti gay, i diritti LGBT vi riguardano eccome. È una questione di rispetto, di uguaglianza, di diritti umani.

Abbiamo bisogno di voi per cambiare questa società e questa politica. Siamo i vostri vicini di pianerottolo, i vostri cugini, i vostri colleghi. Siamo il panettiere sotto casa, l’insegnante di inglese, il tassista che vi porta in stazione. Abbiamo i vostri stessi doveri, paghiamo le stesse tasse, contribuiamo agli sgravi fiscali e alle pensioni di reversibilità a cui soltanto voi avete accesso. Vi chiediamo uguali diritti. Vi chiediamo, per le nostre coppie e famiglie, le stesse tutele di cui godono le vostre. Vi chiediamo che i nostri figli non finiscano in un limbo legislativo nel caso in cui venga a mancare il genitore biologico. Vi chiediamo di poterci prendere cura della persona che amiamo nel caso in cui finisca all’ospedale, senza che un medico ottuso ci chiuda la porta in faccia, senza dover mendicare la pietà del personale di un ospedale. Vi chiediamo di costruire insieme una società in cui nessuno – a scuola, per strada o al lavoro – si senta mai più legittimato a insultarci, picchiarci o discriminarci.

Qui a Milano ho la fortuna di avere diversi amici etero che partecipano regolarmente al Pride. Magari non tantissimi, ma un discreto numero. Quando questo non succede ci resto malissimo. Fare la conta delle assenze, dover constatare che all’amico taldeitali non frega nulla dei miei diritti è una delusione enorme. Al contrario, che soddisfazione, che gioia, che commozione, quando incontro al Pride un amico o una amica etero! (Succede più spesso con le amiche, a dire il vero.)

Ma perché un etero dovrebbe partecipare al Pride? Beh, è presto detto.

  • Perché il Pride è come il Primo Maggio o il 25 aprile. E al Primo Maggio e al 25 aprile ci si va, punto e basta. Per noi cittadini LGBT il Pride ha la stessa importanza, lo stesso valore fondativo e identitario, la stessa portata democratica.
  • Perché la felicità dei vostri amici gay, lesbiche e trans dovrebbe starvi a cuore. Ma non è necessario avere amici gay per sostenere i diritti LGBT, così come non è necessario essere un panda, o conoscerne uno, per sostenere il WWF: è una questione di rispetto e senso civico.
  • Perché una società più giusta renderebbe più bella e serena la vita di tutti: la vostra, quella delle persone che vi circondano, quella dei vostri figli. E se mai i vostri figli dovessero rivelarsi omosessuali, bisessuali o transessuali, allora il Pride – questo Pride e tutti quelli che seguiranno finché non avremo pari diritti – riguarderebbe anche loro.
  • Perché vi commuovereste nel vedere i vostri amici gay sfilare insieme ai loro genitori. Che magari ci hanno messo una vita ad accettare l’idea di avere un figlio omosessuale, e un’altra per iscriversi all’Agedo. O magari ci hanno messo pochissimo a fare entrambe le cose, ma è emozionante anche così.
  • Perché vi divertireste un sacco e per un pomeriggio potreste diventare vere e proprie icone gay (che non significa essere gay). E allora sì che potrete dire di essere davvero fichi!
Suzzina benedice Milano Pride 2013.

Quindi quest’anno non accampate scuse. La gita fuori porta la farete il prossimo week-end! Sabato 27 giugno scendete in piazza con noi!

A Milano l’appuntamento è alle 15 in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale.

 

*** Upgrade ***

A distanza di un anno, questo articolo ha ricominciato a circolare sui social autonomamente (ormai è grande e vaccinato), segno che vi è piaciuto e continuate a condividerlo. A scanso di equivoci, vi ricordo che quest’anno (2016) il Pride di Milano si svolgerà sabato 25 giugno: partenza ore 16 da piazza Duca d’Aosta.

5 motivi per cui un etero dovrebbe partecipare al Pride

Milano Pride: TUTTI GLI EVENTI!

L’Onda Pride è partita il 6 giugno con i cortei di Pavia, Verona e Benevento. Sabato 13 è stata la volta di Roma: 500.000 persone hanno celebrato la fierezza LGBT e chiesto a gran voce uguali diritti. Il 27 giugno il popolo arcobaleno sfilerà per le strade di Torino, Milano, Bologna, Palermo e Cagliari. Seguiranno, tra luglio e inizio agosto, i Pride di Foggia, Catania, Genova, Napoli e Reggio Calabria, mentre a Perugia è prevista una due giorni di eventi (27 e 28 giugno).

Milano Pride si avvicina e noi non stiamo più nella pelle! Reflussidicoscienza ha l’onore di presentarvi tutti gli eventi della Pride Week.

Foto di Alice Redaelli
Foto di Alice Redaelli

Feste e aperitivi, spettacoli, proiezioni di film, dibattiti e presentazioni di libri, mostre, eventi sportivi, persino una crociera. Ce n’è per tutti i gusti! Gli organizzatori di Milano Pride dimostrano ancora una volta di aver lavorato alacremente nei lunghi e frenetici mesi che precedono la Pride Week. Ai volontari di Milano Pride vanno tutti i nostri complimenti e un grande in bocca al lupo!

Per vostra maggiore comodità, trovate i tantissimi eventi della Pride Week suddivisi per aree tematiche. Dal 20 giugno Milano si colorerà dei colori dell’arcobaleno!

FESTE, SPETTACOLI E APERITIVI

  • 20/6, ore 12-22:30, padiglione USA Expo 2015. Kick off party – Festa di apertura della Pride Week.
  • 20/6, ore 19:30-23:30, Mantova, pontile “Navi Andes”. Rainbow boat – crociera sui laghi di Mantova + cena buffet + animazione drag queen Salamandra Sisters + dj set Fena Voice + special guest Paolo Tuci.
  • 25/6, ore 18-22, Pride Square. Aperitivo di apertura della Pride Square + dj set + Biblioteca dei libri parlanti, ore 18:30-21:30 ,presso lo stand del CIG in via Lecco + Albero dei diritti (installazione collettiva), ore 19:30-23:00.
  • 25/06, ore 19-1:00. Mono Bar. Incorona il tuo orgoglio – Be proud, be safe – Festa di lancio della campagna di raccolta fondi LILA Milano.
  • 25/6, ore19-22, Associazione culturale bQ Bettinellli. Vale tutto! bQurious, bQ: sperimentazioni sul tema del diversità sharing – Aperitivo e happening
  • 25/6, ore 21, Teatro Manzoni. Priscilla la regina del deserto – Spettacolo + dj set.
  • 26/6, ore 10-00:00. Pride Square. Mercatino + aperitivo + dj set + evento “La cura” (Giovani Democratici) + Silent Party by Intellighenzia Electronica – Special guest from Vienna: HUDI.
  • 26/6, ore 19-23:30, Rainbow Cafè. Rainbow Mix Party – IncontroContaminazioniMusica.
  • 26/6, ore 23-4:30, Chiringuito Parco Forlanini. Cool Kids in Honolulu – Japi & LaEmi dj show (Toilet Club).
  • 27/6, ore 12-15, Giardini Indro Montanelli. Picnic Porta Venezia Social district.
  • 27/6, ore 10-00:00, Pride Square. Dalle 10: mercatino. Dopo il corteo, dalle 18 a mezzanotte: dj set + disco club.
  • 27/6, ore 23-4:00, Chiringuito Parco Forlanini. Il battito Erik Deep & LoZelmo dj set (Toilet Club).
  • 28/6, ore 22-3:00, Chiringuito Parco Forlanini. A90 – The Nineties Party – Paolo Tuci & Erik Deep dj set (Toilet Club)

FILM

  • 19/6, ore 20, Casa dei diritti. Il senso di essere una comunità – Proiezione del film Stonewall e dibattito.
  • 21/6, ore 19, Casa dei diritti. Proiezione del docufilm Metamorfosi.
  • 23/6, ore 21, Casa dei diritti. Proiezione del documentario Ci chiamano diversi e dibattito.
  • 24/6, ore 20, Spazio Oberdan. D(i)ritti al cinema – Proiezione del film Cloudburst e aperitivo di benvenuto alla presenza di Philip T. Reeker, Console Generale degli Stati Uniti a Milano.
  • 26/6, ore 21, Casa dei diritti. Proiezione del documentario Global Gay, tratto dal libro di Frédéric Martel + dibattito.

CONVEGNI E PRESENTAZIONI DI LIBRI

  • 20/6, ore 15, Casa dei diritti. Cure inutili per malattie immaginarie – Terapie riparative: conoscerle per combatterle.
  • 21/6, ore 15:30, Casa dei diritti. Per un Islam inclusivo nei confronti di omosessuali e transessuali.
  • 22/6, ore 18. Casa dei diritti. Le famiglie omogenitoriali in Italia – Relazioni familiari e diritti dei figli (presentazione del libro a cura di Paola Bastianoni e Chiara Baiamonte).
  • 22/6, ore 18:30, Libreria Tadino. Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile (presentazione del libro di Dario Accolla).
  • 22/6, ore 21, Libreria Tadino. Baci e pedali (presentazione del libro di Renata La Greca).
  • 23/6, ore 18, Casa dei diritti. Turismo e temi LGBT – Prospettive culturali, civili ed economiche di un settore in evoluzione.
  • 23/6, ore 20, associazione Alveare. Diritti LGBTI for dummier – Guida pratica ai diritti che non sapevi di avere. Special guest: Platinette.
  • 23/6, ore 21. Libreria Tadino. La vita sessuale dei nostri antenati (presentazione del libro di Bianca Pitzorno).
  • 24/6, ore 18, Libreria dei ragazzi. E vissero felici e contenti – Gli adolescenti LGBT nella narrativa contemporanea.
  • 24/6, ore 18, Casa dei diritti. Il nostro viaggio – Odissea nei diritti LGBT (presentazione del libro di Matteo Winkler e Gabriele Strazio).
  • 24/6, ore 20:30, Casa delle associazioni. Donne + donne – Prima, attraverso e dopo il Pride – presentazione del libro di Roberta Di Bella, Romina Pistone e Liva Alga.
  • 24/6, ore 21, Libreria Claudiana. Tutta un’altra storia – L’omosessualità dall’antichità al secondo dopoguerra (presentazione del libro di Giovanni Dall’Orto e dibattito con Stefano Bolognini, direttore di “Pride”).
  • 24/6, ore 21, CIG Arcigay Milano. Centro América diferente – Promozione dei diritti LGBTI – dibattito.
  • 25/6, ore 9:30, Casa dei diritti. Convegno convegno – Transessualità e lavoro.
  • 25/6, ore 18, Camera del Lavoro. Diritti al lavoro – Convegno nazionale organizzato da Cgil, Uil, Arcigay, Arcilesbica, Rete Lenford, Ala, Università degli Studi di Milano.
  • 25/6, ore 18, Casa dei diritti. Le persone trans si raccontano – Variabilità di genere, cultura e autocoscienza.
  • 25/6, ore 20, Casa dei diritti. E il cuore salta un battito (presentazione del libro di Claudio Rossi Marcelli).
  • 25/6, ore 21, Casa delle donne. Chi legge chi scrive? Tre autrici milanesi e i loro percorsi di lettura e di ricerca di sé.
  • 26/6, ore 18, Casa dei diritti. Diritti in marcia – L’azione degli avvocati per il riconoscimento dei diritti LGBTI.
  • 26/6, ore 18:30, Casa delle donne. Storie di (stra)ordinaria visibilità – Le lesbiche esistono, eccome.
  • 26/6, ore 19, Associazione Enzo Tortora Radicali Milano. Temi LGBT nella comunicazione dei media – Tra passato, presente e future evoluzioni.
  • 26/6, ore 20, Pride Square. A quattr’occhi con la Prep – La pillola per prevenire l’HIV? – Spazio di informazione e confronto sull’ultima novità nella prevenzione dell’HIV.
  • 26/6, ore 21, Libreria Tadino. Tutta un’altra storia – L’omosessualità dall’antichità al secondo dopoguerra (presentazione del libro di Giovanni Dall’Orto, con Gabriele Strazio).
  • 28/6, ore 18:30, CIG Arcigay Milano. Una donna, una mamma, una lesbica – Veronica di “Fuorilogo” si racconta al Gruppo Donna.
  • 28/6, ore 19, Casa dei diritti. T’innamorerai senza pensare (presentazione del libro di Francesca Vecchioni).

ARTE

  • 20/6, ore 9, Palazzo Reale. Omogirando – Visita guidata gay friendly alla scoperta della mostra “Leonardo da Vinci 1452-1519″ (prenotazione obbligatoria).
  • Dal 17 al 27 giugno, Spazio m’Arte. Arte, cibo per la mente – Mostra sul tema dei diritti e del rispetto delle diversità oltre ogni genere. Venerdì 26 dj set ore 18-22.
  • 24/6, ore 18-23:45, Leccomilano. Inaugurazione della mostra personale di Naki in collaborazione con Protopapa.
  • 26/6, ore 18, City Art. Inaugurazione Mail Art Exhibition – Mostra di mail art di 127 artisti da 24 paesi a sostegno dei diritti LGBTI (fino al 4 luglio).

SPORT

  • 28/6, ore 14-22, Quanta Sport Village. Milano Pride Open 2015Evento sportivo collettivo con tornei di tennis e beach volley, pedalata nel Parco delle Groane, flash lessons all’aperto di taekwondo + aperitivo finale.

Contatti Milano Pride: sito ufficialeFacebook – Twitter

Milano Pride: TUTTI GLI EVENTI!

Verso Milano Pride: l’attesa è cominciata

La grande attesa è cominciata. L’evento su Facebook è stato lanciato, il sito ufficiale rispolverato, il Comune di Milano ha concesso anche per quest’anno il patrocinio: da più parti si inizia a parlare del Milano Pride 2015.

Le associazioni del Coordinamento Arcobaleno, con il traino di Arcigay Milano, sono attive da mesi per organizzare uno dei Pride cittadini più belli degli ultimi anni. Il 2015 è l’anno di Expo e in città saranno presenti decine di migliaia di turisti: ci si aspettano quindi grandi cose dagli organizzatori.

L’appuntamento, come avviene ormai dal 2013, è per la Pride Week (22-28 giugno), un’intera settimana di eventi che culminerà nella parata di sabato 27 giugno.

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Da oggi, e per i prossimi tre mesi, la rubrica Verso Milano Pride vi accompagnerà all’evento più amato dalla comunità LGBT. Inganneremo l’attesa con succose anteprime, post dedicati alle varie edizioni del Pride meneghino e notizie arcobaleno locali. 

Verso Milano Pride: l’attesa è cominciata

Calcio e omofobia: si fa ancora troppo poco

Era da tempo che cercavo un pretesto per parlarvi di calcio. E la campagna di Paddy Power contro l’omofobia mi ha dato lo spunto per una riflessione più ampia.

Giunta alla sua seconda edizione, l’iniziativa dell’agenzia di scommesse on line ha lo scopo di sensibilizzare tifosi, atleti e media riguardo al problema dell’omofobia, ancora troppo diffusa nel nostro Paese e in particolare nello sport. Anche quest’anno Paddy Power ha scelto di farlo con un gesto simbolico, un gesto semplice come quello di allacciarsi le stringhe degli scarpini. In collaborazione con Arcigay, Arcilesbica e Figc, ha quindi distribuito alle squadre professionistiche, e non solo, migliaia di stringhe arcobaleno da sfoggiare durante le partite. Il tag su Twitter è #allacciamoli.

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I testimonial di quest’anno sono stati il centrocampista della Roma Radja Nainggolan e il difensore della Juve e della Nazionale Giorgio Chiellini: entrambi ci hanno messo la faccia, facendosi ritrarre con le stringhe arcobaleno ai piedi e condividendo foto e messaggi sui loro profili social, seguiti da migliaia di tifosi. Il loro esempio è stato poi seguito da altri calciatori, atleti di altri sport e anche da alcuni giornalisti sportivi. Scarsa, invece, l’adesione da parte delle società di calcio: guardando alle condivisioni su Twitter, solo 8 squadre di Serie A su 20 hanno sostenuto l’iniziativa (accanto alle più titolate Milan e Roma, anche Cesena, Empoli, Genoa, Samp, Udinese e Verona). Le altre 12 non hanno dedicato neanche un tweet alla lotta contro l’omofobia. Tra le assenti ingiustificate troviamo alcune delle squadre più seguite d’Italia: Juventus, Inter, Napoli, Fiorentina e Lazio. E si sa, più è grande la tua influenza, più grandi sono (o dovrebbero essere) le tue responsabilità.

La domanda scomoda è: per quale motivo molte società – per altro spesso attive contro il razzismo – non hanno sentito la necessità di sostenere una campagna contro l’omofobia? Per disinteresse, per semplice dimenticanza? O per non infastidire alcuni settori della tifoseria orientati a destra?

Quale che sia la risposta, siamo ben lontani dall’impegno dei club della Premier League. Guardare, per credere, questo video che ha come protagonisti alcuni calciatori dell’Arsenal.

Perché ho detto che l’omofobia è molto diffusa nello sport? Gli omosessuali sono tra il 5 e il 10% della popolazione. Ebbene, quanti calciatori dichiaratamente gay conoscete? Tranquilli, non è un calcolo difficile. Ricordo per la cronaca che il primo calciatore a fare pubblicamente coming out fu Justin Fashanu, nel 1990, e non fece una bella fine. Successe in Inghilterra, da noi non è mai accaduto. Attualmente nei campionati di calcio italiani non gioca neanche un gay dichiarato.

Uno dei claim della campagna dello scorso anno recitava infatti:

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Riuscite a immaginare le enormi pressioni a cui sono sottoposti i giovani (e meno giovani) calciatori gay? Riuscite a immaginare il dolore per dover nascondere una parte così importante della propria vita come la sfera affettiva? Riuscite a immaginare il terrore di essere scoperti e additati, e magari insultati pubblicamente dai tifosi in tutti gli stadi d’Italia?

Già, i tifosi. Come, per esempio, quelli del Cagliari, che l’anno scorso insultarono un giocatore della loro stessa squadra, Daniele Dessena, colpevole di aver semplicemente aderito alla campagna contro l’omofobia: “Pensa a giocare e fatti i cazzi tuoi”. Come a dire: non puoi togliermi il diritto di dare del frocio a un tifoso avversario. In fondo è la stessa logica delle Sentinelle in piedi, che rivendicano un malinteso diritto di espressione. E i messaggi omofobi sui social network non sono mancati neanche quest’anno: c’è persino chi ha tirato fuori l’immancabile “lobby gay”.

Occorre quindi partire proprio da loro, dai tifosi, ed educarli al rispetto per le diversità. Tutte le diversità, non soltanto quelle etniche e religiose. Estendendo il discorso, è necessario educare l’intera società italiana, cominciando ovviamente dalle scuole. Non è un caso che “frocio” sia l’insulto più frequente nelle scuole e negli stadi. Non solo il più frequente, ma anche quello avvertito come più infamante.

Le società di Serie A, in virtù del loro enorme bacino d’utenza, potrebbero svolgere un ruolo centrale nella lotta contro l’omofobia. Proprio come spesso già fanno contro il razzismo, sia con le campagne in collaborazione con Uefa e Figc, sia con video prodotti dalle singole squadre e rivolti ai propri tifosi.

Perché quindi non fare la stessa cosa anche contro l’omofobia, che è un tipo particolare di razzismo, ancora più difficile da contrastare perché spesso considerato meno grave e più socialmente accettabile? Quanto spesso ci sentiamo dire che “quella dell’omofobia è una falsa emergenza”, che “l’omofobia non esiste”? E magari a dirlo sono gli stessi che ci insultano per strada o che ci allontanano dai locali, o che semplicemente ci lanciano occhiate di disprezzo. Un messaggio chiaro e deciso contro l’omofobia da parte di Juve, Roma, Napoli, Inter, Milan (in rigoroso ordine di classifica) sarebbe un segno importante e avrebbe una grandissima risonanza mediatica.

E mi spingo oltre. Non si tratta solo di sporadiche campagne contro l’odio omofobico. In Inghilterra, per esempio, è assolutamente normale vedere sfilare al Pride, accanto alle associazioni LGBT, anche le delegazioni della polizia, dell’esercito, delle scuole, e persino delle squadre di calcio.

Nel 2012 il Liverpool è diventato il primo club di Premier League a partecipare a un Pride. E l’ha giustamente rivendicato con orgoglio.

liverpool_pride_2012

Riuscite a immaginare l’eco e la forza simbolica che avrebbe la presenza dei capitani Buffon e Glick al Pride di Torino, di Totti e Mauri al Pride di Roma, di Ranocchia e Montolivo a quello di Milano, di Hamsik a Napoli?

Un sogno utopico, mi rendo conto: potremmo accontentarci di una piccola delegazione di dirigenti, dipendenti e fan. Sono però convinta che le associazioni che organizzano i Pride sparsi per tutto lo Stivale dovrebbero cercare di ottenere il sostegno delle squadre di calcio, invitandole ufficialmente a partecipare ai Pride locali. La loro adesione sarebbe un segnale fortissimo, più forte di qualunque campagna contro l’omofobia.

Sarebbe un messaggio importante verso tutta la società, e anche un segno di inclusione verso di noi, tifosi LGBT, troppo spesso offesi e nel migliore dei casi ignorati da un mondo così chiuso e omofobo.

Calcio e omofobia: si fa ancora troppo poco