Sui temi LGBT qualsiasi opinione è lecita?

In un articolo apparso oggi su Avvenire, il comico Giacomo Poretti – ormai facente parte di quella schiera di vip che si rifà una vita e un’immagine sbandierando la propria conversione all’ultracattolicesimo – dice la sua sull’omogenitorialità. Di questi tempi, se vuoi farti pubblicità davanti a un pubblico conservatore e cattolico, non c’è niente di meglio che sparare idiozie sui temi LGBT, e poco importa se nello stesso articolo dimostri di non saperne nulla: i tuoi lettori bigotti ne sanno meno di te. Anzi, pendono dalle tue labbra, si bevono le tue affermazioni melense, false e antiscientifiche sulla famiglia e non brillano certo per senso critico (qualche mese fa uno studio di Cognitive Science ha dimostrato che i bambini esposti alla religione hanno maggiori difficoltà a distinguere tra realtà e finzione).

aldo-giovanni-e-giacomo606

Ne è uscito uno sketch comico che non fa ridere per nulla. Il bravo catechista Poretti, infatti, non solo ripropone la solita sfilza di stereotipi e falsità sulla necessità di avere un padre e una madre (come se essere eterosessuali fosse una condizione necessaria e sufficiente per essere buoni genitori), ma si lancia anche in un ardito e offensivo paragone tra omogenitorialità e OGM. Facendo quindi confusione – non si sa se volutamente o meno – fra tecniche che non hanno nulla in comune: da una parte la manipolazione genetica, dall’altra l’inseminazione artificiale e la gestazione per altri. Temi di cui il comico dimostra di non sapere nulla.

Il gran finale Poretti lo dedica a un altro spauracchio che agita gli animi dei cattolici: la scomparsa del padre. E immagina la possibile domanda da parte di un figlio: “Papi, ma quando si sposano due uomini, a chi tocca buttare la spazzatura?” Eccolo, il vero terrore dei cattolici: la ridiscussione dei ruoli – che loro vorrebbero immutabili, scolpiti nella pietra: la madre lava, stira, cucina, fa la spesa, va ai colloqui con gli insegnanti e il padre si limita a buttare la spazzatura –, l’evoluzione dei rapporti tra uomo e donna, la ridefinizione di ciò che è maschile e di ciò che è femminile (ancora oggi, nella nostra Italia maschilista, il ferro da stiro e il mattarello sono oggetti tipicamente femminili, lo stetoscopio e il pallone da calcio sono oggetti maschili: e così, secondo loro, dev’essere in saecula saeculorum). Agitando lo spettro della scomparsa del padre, non fanno altro che ribadire la sottomissione della madre. Qualcuno dovrebbe spiegare a Poretti, Miriano e compagnia pregante che all’interno delle coppie omosessuali la divisione dei compiti, che per forza di cose non dipende dal sesso biologico, risulta di solito più equa e armonica perché maggiormente corrispondente alle competenze e alle prefenze di ciascun partner. Invece di dipingerci come il diavolo, forse potrebbero prenderci a esempio. Sia mai che imparino qualcosa di utile per rinsaldare l’armonia all’interno delle loro famiglie “tradizionali”.

Ma dall’alto di cosa Giacomo Poretti mette bocca sulle famiglie omogenitoriali? Non ci risulta che abbia una specializzazione in bioetica né in psicologia dell’infanzia né tanto meno in diritti civili.

La cosa purtroppo non ci stupisce. Viviamo in un Paese in cui a comici, calciatori, stilisti viene chiesto di esprimersi su temi che evidentemente non conoscono. Come quando a Cassano, in un’intervista, fu chiesto di dire la sua sulla presenza di calciatori gay in Nazionale. E cosa mai ci si può aspettare che dica Cassano sui “froci”?

Sembra che in Italia sui temi LGBT qualsiasi opinione sia lecita, che ognuno possa mettere bocca sull’esistenza e sui diritti altrui. Ma se fossimo noi lesbiche e gay a dirvi come dovete vivere, scopare o educare i vostri figli?

Annunci
Sui temi LGBT qualsiasi opinione è lecita?