5 motivi per cui un etero dovrebbe partecipare al Pride

Non vi farò la lezioncina su quando, dove e come è nato il Pride. Mi auguro che non ne abbiate bisogno. Mi auguro anche che sappiate cosa rispondere al bigotto o al gay represso di turno che puntualmente starnazzeranno i loro stereotipi sul Pride, magari senza mai esserci andati. Una buona risposta potrebbe essere questa.

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Oggi mi rivolgo agli amici etero, perché abbiamo bisogno di voi.
Se è vero che per i neri degli Stati Uniti le cose hanno iniziato a cambiare quando i bianchi sono scesi in piazza al loro fianco, se è vero che per le donne, anche nel nostro Paese, la parità ha smesso di essere un miraggio solo quando anche gli uomini – mariti, padri, amici, fratelli – hanno iniziato a sostenere l’emancipazione femminile (un esempio fu il referendum sull’aborto del 1981), oggi noi lesbiche, gay, bisex, transessuali e intersessuali abbiamo bisogno di voi cittadini etero. Dopo manifestazioni omofobe e fasciste come quelle delle Sentinelle in piedi, dopo il Family Day di sabato scorso, all’insegna della becera propaganda cattolica antigay e antifemminista, il silenzio non è più un’opzione: anche per voi è giunto il momento di scegliere da che parte stare. Che abbiate o meno amici o parenti gay, i diritti LGBT vi riguardano eccome. È una questione di rispetto, di uguaglianza, di diritti umani.

Abbiamo bisogno di voi per cambiare questa società e questa politica. Siamo i vostri vicini di pianerottolo, i vostri cugini, i vostri colleghi. Siamo il panettiere sotto casa, l’insegnante di inglese, il tassista che vi porta in stazione. Abbiamo i vostri stessi doveri, paghiamo le stesse tasse, contribuiamo agli sgravi fiscali e alle pensioni di reversibilità a cui soltanto voi avete accesso. Vi chiediamo uguali diritti. Vi chiediamo, per le nostre coppie e famiglie, le stesse tutele di cui godono le vostre. Vi chiediamo che i nostri figli non finiscano in un limbo legislativo nel caso in cui venga a mancare il genitore biologico. Vi chiediamo di poterci prendere cura della persona che amiamo nel caso in cui finisca all’ospedale, senza che un medico ottuso ci chiuda la porta in faccia, senza dover mendicare la pietà del personale di un ospedale. Vi chiediamo di costruire insieme una società in cui nessuno – a scuola, per strada o al lavoro – si senta mai più legittimato a insultarci, picchiarci o discriminarci.

Qui a Milano ho la fortuna di avere diversi amici etero che partecipano regolarmente al Pride. Magari non tantissimi, ma un discreto numero. Quando questo non succede ci resto malissimo. Fare la conta delle assenze, dover constatare che all’amico taldeitali non frega nulla dei miei diritti è una delusione enorme. Al contrario, che soddisfazione, che gioia, che commozione, quando incontro al Pride un amico o una amica etero! (Succede più spesso con le amiche, a dire il vero.)

Ma perché un etero dovrebbe partecipare al Pride? Beh, è presto detto.

  • Perché il Pride è come il Primo Maggio o il 25 aprile. E al Primo Maggio e al 25 aprile ci si va, punto e basta. Per noi cittadini LGBT il Pride ha la stessa importanza, lo stesso valore fondativo e identitario, la stessa portata democratica.
  • Perché la felicità dei vostri amici gay, lesbiche e trans dovrebbe starvi a cuore. Ma non è necessario avere amici gay per sostenere i diritti LGBT, così come non è necessario essere un panda, o conoscerne uno, per sostenere il WWF: è una questione di rispetto e senso civico.
  • Perché una società più giusta renderebbe più bella e serena la vita di tutti: la vostra, quella delle persone che vi circondano, quella dei vostri figli. E se mai i vostri figli dovessero rivelarsi omosessuali, bisessuali o transessuali, allora il Pride – questo Pride e tutti quelli che seguiranno finché non avremo pari diritti – riguarderebbe anche loro.
  • Perché vi commuovereste nel vedere i vostri amici gay sfilare insieme ai loro genitori. Che magari ci hanno messo una vita ad accettare l’idea di avere un figlio omosessuale, e un’altra per iscriversi all’Agedo. O magari ci hanno messo pochissimo a fare entrambe le cose, ma è emozionante anche così.
  • Perché vi divertireste un sacco e per un pomeriggio potreste diventare vere e proprie icone gay (che non significa essere gay). E allora sì che potrete dire di essere davvero fichi!
Suzzina benedice Milano Pride 2013.

Quindi quest’anno non accampate scuse. La gita fuori porta la farete il prossimo week-end! Sabato 27 giugno scendete in piazza con noi!

A Milano l’appuntamento è alle 15 in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale.

 

*** Upgrade ***

A distanza di un anno, questo articolo ha ricominciato a circolare sui social autonomamente (ormai è grande e vaccinato), segno che vi è piaciuto e continuate a condividerlo. A scanso di equivoci, vi ricordo che quest’anno (2016) il Pride di Milano si svolgerà sabato 25 giugno: partenza ore 16 da piazza Duca d’Aosta.

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Riflessioni alcoliche del sabato sera

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Sabato sera sono andata a ballare in un locale gay di Varese. Appena arrivata, mentre mi facevo largo tra la folla, mi sono resa conto che c’erano un sacco di etero, erano quasi la maggioranza. Poco male, sotto l’arcobaleno c’è spazio per tutti.

Dopo un primo momento di sorpresa, ho pensato:

Ma non c’è proprio un cazzo da fare il sabato sera per gli etero della cattolicissima Varese?

No, a parte gli scherzi:

Tutti questi etero che vengono alle nostre feste non potrebbero iniziare a concederci qualche diritto?

Amici etero, è facile essere friendly il sabato sera con un mojito in mano, siatelo anche in cabina elettorale e nella vita di tutti i giorni.

Riflessioni alcoliche del sabato sera