Il meglio della Milano Pride Week 2015

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L’arrivo del corteo a Porta Venezia. (Foto di Alice Redaelli.)

La Pride Week di Milano si è chiusa domenica sera, lasciandoci gioiosi, carichi, estasiati, elettrici, innamorati, colorati, storditi. E pure un po’ stanchi: ché ormai, dopo i 30, le 8 ore di fila passate a ballare e cantare le devi espiare tutte l’indomani.

Ma non ci basta mai. Di Pride ne vorremmo uno al mese e la nostra splendida città, Milano, la vorremmo così tutti i fine settimana: piena di musica, di gente per le strade, di colori, sorrisi, abbracci random con gente che conosci appena di vista.

Gli eventi sono stati talmente tanti che è davvero difficile scegliere i momenti migliori di questa Pride Week. La settimana del Pride, infatti, è durata in realtà ben 9 giorni, con più di 50 eventi in programma: da sabato 20 giugno, con la festa inaugurale presso il Padiglione USA a Expo, fino a domenica 28, con il party di chiusura al Karma.

Provo a mettere giù una breve classifica dei 5 momenti che ho amato di più della Pride Week 2015. Si tratta di scelte personali del tutto opinabili: ben vengano i vostri commenti e le vostre contro-classifiche!

5. La proiezione di Cloudburst allo Spazio Oberdan. Sala strapiena, gente seduta per terra, altre decine di persone rimaste fuori dal cinema. Una bellissima serata, in cui il quartiere di Porta Venezia è stato più vivo che mai.

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Lo Spazio Oberdan sold out per la proiezione di Cloudburst. (Foto di Alice Redaelli.)

4. L’incontro con Claudio Rossi Marcelli alla Casa dei Diritti. Lo adoro perché è un tenerone e, dopo aver chiacchierato un po’ con lui e aver ricevuto una bellissima dedica, lo amo ancora di più!

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Claudio Rossi Marcelli ha presentato il suo ultimo libro, “E il cuore salta un battito”, Mondadori. (Foto di Alice Redaelli.)

3. I messaggi di sostegno da parte di grandi star come Madonna, Mika, Fedez e delle sedi italiane di Twitter e Google. Non si è trattato di messaggi generici in favore dei diritti LGBT, ma di veri e propri endorsement rivolti specificamente a Milano Pride: un gran colpo per la visibilità dell’evento e una bella iniezione di orgoglio per gli organizzatori!

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Mika e Fedez con la bandiera di Milano Pride. I messaggi di sostegno di Madonna e Twitter Italia. La delegazione di Google Italia durante il corteo (foto di Alice Redaelli.)

2. La Pride Square. Quest’anno, a causa dell’indisponibilità di piazza Oberdan, non era propriamente una square, ma quasi un intero neighbourhood: da giovedì a sabato via Lecco, via Palazzi e largo Bellintani sono diventati l’epicentro della vita arcobaleno milanese. Bancarelle di cibi e vestiti, gazebo delle associazioni, musica. Grazie alla chiusura del traffico, alcuni bar friendly come il Mono, il Red Café e il Leccomilano hanno finalmente potuto sfoderare i loro dehors. L’atmosfera era gioiosa e rilassata, l’ideale per godersi le serate di fine giugno. Sabato sera il dj set post Pride, a cura di Elle Vegas, ci ha fatto dimenticare la stanchezza dell’afosa marcia pomeridiana facendoci scatenare in pista.

L'affollatissima Pride Square. Foto di Alice Redaelli.
Metti una sera di giugno alla Pride Square. (Foto di Alice Redaelli.)
L'affollato dehors del Mono. Vorrei Milano così tutto l'anno!
L’affollato dehors del Mono. Vorrei che Milano fosse così tutto l’anno!

1. Il corteo. Partecipatissimo, colorato, emozionante, vivacissimo grazie alla presenza di 5 carri. Per la strade di Milano hanno sfilato tra le 100.000 e le 150.000 persone. Tantissimi anche i cittadini etero che hanno voluto dare il loro sostegno alla comunità LGBT. È stato senz’altro il corteo più partecipato nella storia dei Pride milanesi e forse anche il più bello a cui ho preso parte in vita mia (al pari dell’Euro Pride di Roma del 2011, persino più emozionante del Pride di Londra del 2012!). Purtroppo mi sono persa il flash-mob finale (il corteo era davvero lunghissimo ed ero rimasta un po’ indietro), ma mi sono emozionata anche solo a vedere le foto di tutti quei alzati al cielo a sostegno dei diritti LGBT.

La sconfinata folla di Milano Pride vista dal primo carro. Laggiù in fondo ci sono altri 4 carri!
Il corteo di Milano Pride in via Settembrini, immortalato da un punto di vista privilegiato: il primo carro. Laggiù in fondo non si riescono neppure a scorgere gli altri 4 carri, e davanti al primo c’è tutta la testa del corteo. Giusto per darvi un’idea della folla… (Foto di Fabio Galantucci.)
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Il flash mob finale: 150.000 sì per il matrimonio egualitario.

Ma, come dicevo, il Pride non ci basta mai. E infatti, per sfuggire alla nostalgia e all’improvviso ritorno alla routine, sono già in partenza per il Pride di Madrid! Ve lo racconterò la prossima settimana!

Il meglio della Milano Pride Week 2015