Due anni dopo, il matrimonio egualitario in Francia è come la baguette

A due anni dall’introduzione del matrimonio egualitario in Francia, due articoli apparsi di recente sulla stampa d’Oltralpe ci aiutano a farci un’idea dei numeri e delle conseguenze sociali della legge.

È un peccato che la stampa italiana non li abbia ripresi e commentati: troppo impegnata a dare spazio alle parole di papa Francesco sul fantomatico gender, oppure a copia-incollare testi della Manif pour tous spacciandoli per approfondimenti, finisce per farsi scappare le vere notizie, i dati obiettivi che ci permettono di leggere correttamente la società che cambia.

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Rassicuriamo subito gli omofobi di casa nostra: all’indomani del mariage pour tous (23 aprile 2013) la Francia non è stata flagellata né da guerre civili, né da epidemie, né da invasioni di cavallette. E le famiglie eterosessuali godono di perfetta salute. I cataclismi paventati dalla destra cattolica più di due anni fa non si sono ovviamente verificati.

Cominciamo dal bilancio offerto da Le Monde.

Tra maggio 2013 e dicembre 2014 sono stati celebrati 17.500 matrimoni same-sex: 7.500 nel 2013, 10.000 nel 2014 (il 4% dei matrimoni civili del 2014). Il boom del primo anno e mezzo è dovuto anche al fatto che molte coppie omosessuali di lungo corso attendevano da tempo di poter sancire la propria unione.

E infatti, tra i vari dati, trovo interessante questo. Età media delle coppie gay convolate a nozze: 50 anni. Età media delle coppie lesbiche: 43. Età media delle coppie etero: 32 per gli uomini, 30 per le donne. Un netto scarto che rende bene l’idea di quanto fosse stata lunga e frustrante l’attesa delle coppie omosessuali francesi prima di vedersi riconosciuto questo diritto civile fondamentale. C’è da commuoversi al pensiero della gioia e del senso di liberazione che devono aver accompagnato i primi matrimoni egualitari. Poi il pensiero corre alla nostra di attesa, ancora ben lungi dal termine, e la gioia si tramuta in tristezza.

Nel periodo in esame sono anche diminuiti i Pacs: segno che questo istituto (introdotto nel lontano 1999) era considerato di “serie B” da molte coppie omosessuali, che vi accedevano in mancanza del diritto di sposarsi. Faute de mieux, in mancanza di meglio… come dicono i francesi.

Un altro dato interessante: le coppie omosessuali si sposano per lo più nelle grandi città (23% contro il 9% delle coppie etero). A quanto pare la provincia francese non è ancora abbastanza ospitale per i cittadini LGBT.

Sono 6.000 i comuni francesi che hanno celebrato almeno un matrimonio omosessuale. E, nonostante le minacce iniziali da parte dei soliti crociati, i casi di sindaci che hanno cercato di impedire le nozze si contano sulle dita di una mano (anche perché la pena per i sindaci dissidenti consiste in ben 5 anni di reclusione e 75.000 € di multa).

Nessun dato, invece, sui divorzi di coppie gay e lesbiche, anche se sembra che le prime richieste siano già arrivate davanti ai tribunali.

Fin qui, i freddi numeri. Ma che cosa è cambiato a livello polito e sociale dopo l’introduzione del mariage pour tous? Ce lo spiega un articolo apparso su L’Obs, che titola ironicamente: “Due anni di matrimonio egualitario in Francia: un bilancio terrificante“.

Niente cavallette, né epidemie, né guerre civili, dicevamo. Semplicemente, com’è accaduto in tutti i Paesi che hanno adottato il matrimonio egualitario, l’omofobia è diminuita. Oggi i francesi favorevoli al matrimonio per tutti sono la netta maggioranza: secondo L’Obs, il 68%. E anche tra gli elettori dell’UMP la maggioranza si esprime a favore (58%). Non solo: persino nel Front National (il partito di estrema destra di Marine Lepen) ci sono deputati dichiaratamente gay.

Non solo i diritti LGBT non sono più in discussione, ma non sembrano nemmeno più oggetto di dibattito pubblico e politico: tant’è vero che a inizio aprile l’Assemblea Nazionale ha votato quasi all’unanimità un emendamento che vieta l’esclusione delle persone omosessuali dalla donazione del sangue. Nell’occasione, non c’è stata alcuna levata di scudi da parte degli omofobi cattolici, niente toni accesi, nessuna minaccia di boicottare la legge.

Il matrimonio egualitario e i diritti LGBT non fanno più clamore, e sono anzi entrati negli usi e costumi del popolo francese. Come le baguettes.

Ma c’è anche un’ultima conseguenza positiva che procede – indirettamente – dall’introduzione del matrimonio egualitario. Tutti quei loschi personaggi che due anni fa si erano conquistati i riflettori facendosi portavoce di un cattolicesimo estremista e bigotto, che capeggiavano la crociata contro i diritti LGBT, e che pronosticavano flagelli biblici se fosse stata approvata la legge, oggi sono scomparsi dalla scena politica francese. Immaginate come sarebbe bello se i vari Adinolfi, Miriano & co. la smettessero per una buona volta di berciare menzogne sul gender e sui diritti LGBT?

La lotta per i diritti umani e civili non è terminata, ma il mariage pour tous ha rappresentato in Francia un importante passo avanti verso la piena attuazione dei valori fondanti della République: libertà, uguaglianza e fratellanza.

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Due anni dopo, il matrimonio egualitario in Francia è come la baguette

11 pensieri su “Due anni dopo, il matrimonio egualitario in Francia è come la baguette

  1. marcoboh ha detto:

    Stessa cosa accadde in Spagna, peraltro. Niente è più efficace che vedere coi propri occhi che un pericolo paventato non esiste.
    Da noi però il timore dei partiti di perdere l’appoggio elettorale della chiesa vince su tutto. Solo annunci-contentino, sempre smentiti dal non far seguire nulla.

    1. E quali sarebbero queste falsità? Saresti così gentile da indicarle e argomentarle? Il matrimonio egualitario non ha alcuna conseguenza sulla vita delle famiglie etero: è così in tutti i Paesi in cui è stato introdotto.

  2. Serenella De Petris ha detto:

    Da poco in Italia sono stati pubblicati i numeri (veri) dei divorzi tra gay in Francia, con dati allarmanti. Vedo che questo articolo omette la vera notizia, del resto è un articolo di propaganda LGBT

    1. E quali sarebbero questi dati? Perché non li citi nel tuo commento? In Francia i dati sul divorzio non sono scremati tra etero e gay, quindi non capisco come si possa desumere il numero di divorzi tra gay. Cita le fonti come ho fatto io, se no le tue sono parole al vento.

  3. Sempre i soliti, questi ignoranti omofobi. Ti accusano di dire falsità, ma non sono in grado di dirti quali sarebbero. Ti dicono che sono usciti dati ufficiali sui divorzi gay, e poi non sono in grado di citarli. E anche se ce ne fossero? Divorziano pure gli etero, che male c’è. Brutta cosa la mancanza di argomenti…

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