I nostri cuori contro la vostra ipocrisia

uguali diritti
Foto di Alice Redaelli

Nel nostro Paese lesbiche, gay e transessuali sono senza diritti da sempre. Sono più di 24.000 i giorni senza diritti a partire dall’introduzione della Costituzione del 1948. Oggi, però, mentre quasi tutte le democrazie occidentali hanno ormai introdotto leggi anti-omofobia e sulle unioni civili, se non addirittura il matrimonio egualitario, ci troviamo letteralmente sotto attacco. Non solo siamo tenuti al guinzaglio delle promesse elettorali del centrosinistra, ma una parte della destra – quella più devota e triviale – sta conducendo una battaglia contro di noi, diffondendo menzogne e distorcendo la realtà. Nella più completa mala fede e supportata dall’ignoranza del popolo bue.

Sabato pomeriggio una folla pacifica, colorata e determinata ha riempito piazza Einaudi a Milano. C’è chi dice ottimisticamente 5.000 manifestanti, c’è chi dice “quattro pirla”. Il numero più credibile mi sembra 2.000 persone. Forse le associazioni se ne aspettavano un po’ di più, ma sappiamo quanto sia difficile coinvolgere la comunità LGBT al di fuori del Pride, e questo è oggettivamente uno dei nostri problemi. Duemila persone nel freddo del gennaio milanese, però, non sono poche. È stata una bella giornata, molte le adesioni da parte di associazioni e partiti locali. È stato bello ritrovare in piazza tanti amici e amiche accomunati dalla voglia di farsi sentire e di controbattere ai cattotalebani.

A poche decine di metri di distanza, nel palazzo della Regione, nell’auditorium intestato al gay Giovanni Testori, si teneva il convegno omofobo voluto da Regione Lombardia con il pretesto di “difendere la famiglia tradizionale”. Ma difenderla da chi?

Forse sarebbe meglio se i bambini li difendessero non dai gay, ma dai loro stessi amici ciellini. E invece che fanno? Invitano tra gli spettatori, seduto proprio dietro al padrone di casa Maroni, don Inzoli, indagato per pedofilia e costretto dal papa a ritirarsi a vita privata. La solita ipocrisia e mala fede dei bigotti.

don inzoli convegno
Don Inzoli al convegno omofobo di Regione Lombardia

Come si è svolto il convegno? Ovviamente nel più pieno rispetto di quella libertà di espressione che gli organizzatori reclamavano quando si trattava di difendere il convegno stesso. Eccone un esempio: uno studente universitario viene dileggiato dal moderatore, insultato, sommerso di fischi e ululati, manco fossimo allo stadio, e infine strattonato e portato via dal palco dopo una domanda “scomoda”. La domanda, che nella sua semplicità ha messo con le spalle al muro la platea, era questa:

Nessuno di voi sa se suo figlio è o non è eterosessuale. In quale maniera pensate di attuare il comandamento dell’amore, quando le terapie riparative sono state condannate…?

E poi la censura. Il microfono viene spento, il ragazzo allontanato.

Dov’è finito quindi il diritto di espressione? Il nostro, per lo meno, dov’è finito? Perché il vostro mi sembra sano e salvo e fin troppo tutelato. Ha pure il cappello della Regione, il logo di Expo sul bavero dei cappotto. È solo il vostro diritto di espressione da difendere e sbandierare? Il vostro malinteso diritto di sparare cazzate sui gay? A quanto pare sì. L’ha fatto capire anche il papa, con le sue parole di pochi giorni fa.

Se il dottor Gasbarri, che è un amico, dice una parolaccia contro la mia mamma, lo aspetta un pugno! Ma è normale! Non si può provocare. Non si può insultare la fede degli altri. Non si può prendere in giro la fede.

Quel “non si può provocare” sembra sottintendere un ulteriore passaggio logico: “quelli di Charlie Hebdo se la sono cercata”. Ricorda tanto il ritornello di chi giustifica la violenza sulle donne: se vai in giro con la minigonna, te la cerchi. Te la meriti la violenza. Sei tu che mi provochi. Quindi non si insulta la fede altrui, ma i gay sì! È legittimo insultarli e diffondere cazzate anti-scientifiche. 

papa francesco

Nella stessa giornata di sabato, la mattina, si è svolto in una scuola milanese un incontro sui diritti LGBT con contraddittorio. Cosa significa “con contraddittorio”? E perché non sottoponiamo a contraddittorio anche i diritti degli eterosessuali? Significa che, durante una cogestione in un liceo, due sentinelle in piedi (chissà se si saranno sedute almeno durante l’incontro) sono andate a presentare le loro cazzate anti-scientifiche dibattendo con i miei colleghi del Gruppo Scuola di Arcigay Milano. Fortunatamente gli studenti si sono dimostrati più avanti rispetto a quei tristi figuri. Segno che spesso il male lo fanno gli adulti, a volte proprio gli insegnanti, cercando di instillare stereotipi negativi nelle giovani menti.

Sempre nella giornata di sabato si è saputo che, dopo Ignazio Marino a Roma, anche il nostro sindaco Giuliano Pisapia è indagato per la trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero. Una vicenda assurda e kafkiana che testimonia ancora una volta quanto siano agguerrite le forze retrograde che combattono contro i nostri diritti. Cioè contro una parte della società che lavora, paga le tasse tanto quanto gli eterosessuali, e che non ha mai risposto con “il pugno del papa” a tutti gli insulti che ha ricevuto da 24.000 giorni a questa parte. Forse sarebbe il caso di iniziare?

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I nostri cuori contro la vostra ipocrisia

2 pensieri su “I nostri cuori contro la vostra ipocrisia

  1. Tamba Rossonero ha detto:

    se su alcune cose posso concordare e hai ragione alcune cose le inventi spudoratamente te in modo fazioso:

    Quel “non si può provocare” sembra sottintendere un ulteriore passaggio logico: “quelli di Charlie Hebdo se la sono cercata”. Ricorda tanto il ritornello di chi giustifica la violenza sulle donne: se vai in giro con la minigonna, te la cerchi. Te la meriti la violenza. Sei tu che mi provochi. Quindi non si insulta la fede altrui, ma i gay sì! È legittimo insultarli e diffondere cazzate anti-scientifiche.

    nessuno ha detto ne giustifica il terrorismo (menchemeno il papa. e anche se non sei credente magari potresti ascoltarlo con più attenzione e non solo quello che vuoi te). Ma charlie hedbo dopo le vignette razziste sul povero bimbo siriano (http://www.corriere.it/esteri/16_gennaio_17/charlie-hebdo-papa-aylan-vignetta-inumana-immorale-a9615e08-bd12-11e5-9ebd-3d31e1693d62.shtml- http://www.famigliacristiana.it/articolo/charlie-hebdo-quando-la-satira-sbaglia-bersaglio/273987.aspx) dopo le vignette anti-italiane (sebbene si siano parati il culo dopo e i radical chich se la siano bevuta) ecc merita ancora di essere rispettato? un paese civile l’avrebbe già fatto chiudere, avessero fatto lo stesso da noi libero o il giornale apriti o cielo. Cosi come non ha mai detto cosi sui gay

    sono tue osservazioni,forse perché faresti lo stesso te con chi non la pensa come te.

    non so se tu hai una qualche fede personale o meno ma in ambedue i casi servirebbe obiettività nello scrivere e non mettere in bocca frasi e concetti mai detti,oltre alla difesa di un giornale razzista di merda

    per il resto su molte cose concordo,non mi piace maroni ne la censura,vergognosa,che hanno fatto a quel ragazzo

    saluti

  2. Tamba Rossonero ha detto:

    quando dicevo tue osservazioni perchè faresti allo stesso modo ecc ho dimenticato il punto di domanda, non era un affermazione

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